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Urla del bambino che non riesce ad addormentarsi. Ha le coliche, il mal di pancia,la stanchezza…tutto insieme.

È piccolo ma urla come una band di haevy metal. La tensione aumenta..il mio marito domani va al lavoro…ha bisogno di dormire. Ho bisogno anche io dopo due mesi con un cucciolo 24/24. Ero talmente stanca che ero sul punto per impazzire. Un cocktail di emozioni mi girava vorticosamente dentro (rabbia, delusione, sensi di colpa, tristezza…)…ma mi sono resa conto che era scomparsa la paura…la terra di tutte le emozioni negative e dovevo trovarla…era importante per capire tutto il resto..per trovare l’amore…ma non quello condizionato (quando sei calmo ti amo, ma quando non fai il “bravo” mi dai solo fastidio) ma quello vero…incondizionato. È difficile, perché la mente cerca di facilitare il ragionamento, di giustificare le emozioni negative e di conseguenza di farci stare bene. Ma non puoi stare bene davvero se giustifichi le tue rabbie, i tuoi sensi di colpa, le tue incertezze e le paure. Giustificandole le stai soltanto nascondendo da te stesso e così non fai altro che potenziarle in attesa della prossima esplosione (stai pur certo che avverrà presto, perché tutto cerca il suo equilibrio.)

Ad ogni modo stamattina ho riflettuto…ho meditato…ho respirato e le risposte sono arrivate. Magari serviranno anche a te!

Eccole:

Cosa ho imparato da mio figlio dopo una notte in bianco:

1. Mi ha fatto vedere la verità su me stessa.

Ho visto in me ciò che non volevo vedere. Ma dalla VERITÀ non possiamo mai scappare!

2. Mi ha mostrato le mie incertezze.

Dietro ogni emozione negativa (rabbia, tristezza, sensi di colpa, ferite, ecc..) c’è sempre la PAURA. Se la trovi benissimo, perché è la chiave per trovare ogni soluzione che c’è in te sul lato opposto della tua autostima.

3. Mi ha insegnato chiaramente la differenza tra pazienza e accettazione.

La pazienza è una capacità che possiamo imparare, ma si perde nelle situazioni nuove per la nostra mente. La pazienza è un’abitudine una delle più ricercate ma non è come l’accettazione che non ha niente in comune con la mente e con le abitudini. Non la puoi imparare, la puoi sentire come l’amore, perché ne fa parte.

4. Mi ha dato l’opportunità di imparare qualcos’altro.

So tante cose su me stessa, ma siamo come un pozzo senza fondo. Sono contentissima di poter imparare di continuo.

5. Ho visto un maestro “così grande anche se così piccolo”

Possiamo imparare da TUTTI (il concetto mi è stato ancora più chiaro)

6. Mi ha fatto notare che tutti i grandi maestri che parlavano dell’accettazione non avevano figli e vivere da soli parlando in teoria di accettazione (se non ti piace qualcuno lo “accetti” ma puoi sempre allontanarti) è molto più facile piuttosto che mettersi alla prova con un bambino da cui non puoi scappare.

Superando questa prova la parola ACCETTAZIONE ha una nuova dimensione. Sto assaporando l’amore incondizionato un’altra volta per poterlo vivere costantemente davvero con tutti.

7. Ho imparato che ho da imparare ancora e da migliorare la gestione di me stessa.

Nelle situazioni che già conosciamo bene è facile gestire se stessi, le emozioni e i pensieri. Basta un po’ di pratica e l’inconscio ti attrezza delle nuove abitudini. Ma quando ti trovi in una situazione nuova scattano le vecchie paure, le vecchie incertezze e qui non è facile addomesticarle se non hai già in mano gli strumenti per poterlo fare.

8. Sono ancora più grata per l’opportunità che mi è stata regalata.

Se non mi fosse stata data questa occasione di imparare, probabilmente sarei ancora cieca.

9. Più vuoi essere un genitore perfetto, più aumenta la sensazione che tu non lo sia.

Rilassati e fai scivolare via tutte le emozioni negative che senti. Non le nascondere…falle scorrere e attraversare il tuo corpo..accettati come sei. Sei perfetto e sei all’altezza di essere un genitore.
Ecco, questa era la mia paura: il giudizio degli altri di non essere una buona mamma. La paura nascosta perché il mio inconscio non poteva farmi vedere che io, una mental coach non riesco ad esserlo.

Mi serviva proprio questo confronto e questa lezione. Si, anche io ho le mie paure, solo che riesco subito ad identificarle e cambiare al mio favore girando la medaglia della sicurezza in sè!

Rifletti sempre e stai attento a ciò che vuole che tu creda la tua mente. Lo auguro a te e a me stessa sempre!

Con Amore,

Daga